Home Page arrow Giovanna C. Di Ronco
Home Page
Galleria Opere
Citazioni
Mostre
Contatti
Guestbook
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
  • La Pittura di Andrea Arcuri
Alla ricerca di una Sicilia perduta
Indice articolo
Alla ricerca di una Sicilia perduta
Pagina 2

Nei dipinti di Andrea Arcuri, pittore e musicista siciliano, ritroviamo fantasticamente trasfigurate le immagini che fin da bambino hanno suscitato in lui sentimenti ed emozioni, al punto da fargli sentire il bisogno di fissarle sulla tela e restituirle nella primigenia freschezza, scevre del facile verismo che indulge al bozzetto.
Lo scenario, che ora campeggia ora fa da sfondo ai quadri di Arcuri, è quello di Cianciana, un paesetto dal nome curioso eppure denso di significato per chi lo conosca. Cianciana significa “sonagliera”, un insieme di sonagli, quasi sempre costituiti da piccoli tondi metallici che, scossi dal movimento, battendo tra di loro producono un gradevole tintinno; per lo più essi vengono utilizzati intorno ai tamburelli delle danze popolari o inseriti nei giocattoli tradizionali dei più piccini.
Orbene Cianciana, luogo natio di Arcuri, si presenta inerpicato sulla collina, come molti centri minori dell’entroterra siculo che ancora conservano il retaggio di antichi costumi, mentre imperiosa ed inesorabile avanza la modernità, che spesso innovando omologa, che liberando dal bisogno il più delle volte cancella e stravolge.
Chi nei quadri di Arcuri voglia trovare gli echi letterari di autori come Verga, Pirandello o Sciascia oppure le tinte fosche di tanta cronaca, recente o passata, rimane deluso poiché pur essendo originata dalla terra delle solfare, dei “carusi” e dei tanti problemi sociali irrisolti, questa pittura privilegia altre tematiche, volte ad evidenziare non già gli aspetti belluini o sopraffattori dell’uomo, bensì ad incentivare ed esaltare delle virtù che ciascuno ha in sé e che la poesia, in questo caso la pittura, può risvegliare attraverso la partecipe rappresentazione che ne fa l’Autore, capace di far amare la musica attraverso il colore e di conferire la gioia dei colori al canto quando si trova a dirigere il coro polifonico di cui è il maestro.
I borghi di Arcuri sono costituiti da piccole case, modulari eppure differenti tra loro, armoniosamente disposte sul pendio di una collina proprio come gli elementi di un coro, con ruoli diversi e tutti egualmente importanti, perché il risultato che ne derivi sia ampio ed univoco insieme.
La base disegnativa da cui si dipanano i graziosi volumi geometrizzanti dimostra le capacità compositive dell’Artista che senza mutare lo schema digradante cambia a piacimento la disposizione di tetti e campanili, portali e finestre, archetti e feritoie, torrette e muriccioli in un gioco sempre nuovo che, a seconda dell’ora, circonda il borgo di un’aura diversa in cui perfino il cielo sembra adeguarsi quando, da chiaro e terso, si fa corrusco e visionario prima di precipitare nel blu più profondo.
Eppure tali repentini passaggi non sfiorano l’impertubabilità di questi luoghi in cui, a tratti, il silenzio diventa metafisico, specie quando la luce inonda i volumi squadrati di quelle casette che si sostengono reciprocamente, quasi a difendersi dal resto del mondo, ben consapevoli del fatto che le mura oramai non servono più; qua e là infatti, si presentano elegantemente ondulate o con delle merlature che conferiscono dignità alle architetture insidiate dal Tempo. Sulla sommità di questi borghi di pietra tufacea quasi sempre si erge, quale simbolo religioso di appartenenza alla comunità, il rosone di una cattedrale o una torre campanaria mentre, a seconda delle stagioni, l’agglomerato di casette mitiga quella forza di coesione che lo rende inespugnabile facendo esplodere sul pendio la bellezza dei mandorli in fiore oppure adagiandosi su un mare di messi ondeggianti al vento dell’estate.
Per lo più il borgo appare ridente ma privo di umane presenze, una scaletta talvolta dà accesso ad un dedalo misterioso; si può anche incontrare un vecchio albero, privo di foglie, che non ce l’ha fatta a superare l’inverno ed ora, invano, tende al cielo due monconi di ramo che, pure, erano stati generosi.
Altrove le casette diventano un nugolo, un’imboccatura segreta ne consente il passaggio, più in là un portale si presenta incoronato da un elemento decorativo tipico del paesaggio urbano di Cianciana: una finestrella con due volute in guisa di ali ed un’elegante cimasa, dalla quale si apre un ventaglio di ficodindia con accanto un cespuglio, la cui chioma setosa sembra non temere gli aculei del dolce frutto.
Sparse qua e là, come delle apparizioni, ristanno le vestigia di un passato splendore: mura vetuste, blocchi di pietra, cancelli ritorti e contorti, dimezzati, eppure avvinti a salde colonne, oramai lasciano passare solo il maestrale mentre narrano di storie antiche, forse all’insegna del benessere e della stabilità. Cosa, ci si chiede, le ha ridotte così? Delle scorrerie? Quale invasione, o cataclisma, si è abbattuto su di esse? O forse è stata solo l’incuria dell’uomo che non capisce l’importanza di salvaguardare ciò che i padri hanno costruito.
A questo punto la pittura di Arcuri sembra assumere un valore etico, di monito, che invita alla riflessione pur rimanendo antiretorica. Tuttavia, quasi a voler mantenere il tono di levità che lo contraddistingue, ecco che il Nostro ci conduce all’interno dei suoi piccoli borghi dove periodicamente si svolgono le Processioni, altro tema prediletto dall’Artista che, in occasione delle feste più importanti della cristianità, ci offre attraverso le sue tele dei momenti di autentica devozione popolare, che esulano dall’ambiente strettamente locale per identificarsi con un modo di sentire comune, da parte di chi abbia fede, sotto ogni cielo.


 
< Prec.   Pros. >
Recensioni
Anna Cacciola
Pino Amatiello
Cesare Sermenghi
Santi Correnti
Enzo Gonano
Eugenio Giannone
Giovanna C. Di Ronco
Piero Carbone
Giovanni Cappuzzo
Juri Camisasca
Francesco Cannatella
Nuccio Mula
Santi Lo Giudice

 
Advertisement
© 2010 La Pittura di Andrea Arcuri - Powered by Italcomp s.r.l. Hosting & Web Development.