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Arcuri, scrittore col pennello
Indice articolo
Arcuri, scrittore col pennello
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Uno scrittore, poeta o narratore, filosofo o saggista, può fingere, un pittore no. Il linguaggio verbale si presta all’artificio, a giuochi di parole aperte al senso, mentre questo non accade nel linguaggio non verbale. perché qui non c’é esposizione al senso ma c’è il senso di un’anima nuda. Non è vero, come ritiene Edgar Wind, che la purezza non si addice all’arte. La diffidenza per ciò che Wind, in Arte e anarchia (Adelphi, 1997), definisce «distribuzione massificata dell’arte», che riduce «l’arte ad una sfilata spettacolare», in analogia alle fiere delle vanità o agli interessi di parte, può essere ben risposta per le arti in genere ma giammai per la pittura. Non c’é commistione tra arte pura» e le esigenze della meccanizzazione. Il «segno» non soggiace a nessuna forma di meccanismo e sfugge a qualsivoglia riduzione progettuale. L’arte pura» é pura sciocchezza se ha la pretesa di raffigurare il sesso degli angeli ma se tende ad offrire una raffigurazione di quello umana é «cosa divina». Il sesso é vita. Meglio ancora é il risveglio della vita: mortificato dall’ipocinesia d’Ottocento e dall’era vittoriana, simbolizza il carattere quasi irresistibile degli impulsi vitali. E segno d’armonia, della congiunzione degli opposti, della fecondità. E’ la fusione di cielo e terra da cui hanno avuto ed hanno origine tutti gli esseri. Certo nessuno nega che Michelangelo, pur nella esecuzione dei particolari, dovesse a volte discutere con il committente dell’opera. Ma questo non significa affatto che l’opera, una volta compiuta, non tosse frutto di mera espressività, e questo vale per la pittura di Michelangelo e per le raffigurazioni in genere, a partire da quelle infantili. L’osservazione in sé non esiste. Esiste il rai- figurare questa o quella cosa. E anche quando si osserva o si raffigura una cosa per volontà altrui, diciamo per costrizione, l’atto che questa comporta è sempre un atto libero. Ciò vale in genere. e più che mai in ambito di raffigurazioni pittoriche Il segno non accetta ordini da alcunché che non sia il sentire dell’anima. In quanto procede dall’anima opera come il fuoco che consuma e distrugge ma anche trasforma e sublima. Non a caso Platone parta di un sacro timore” dell’arte, la considera il più grande pericolo dell’ordine costituito, la controlla e la censura, la bandisce dalla città.

 
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